Storia

Daniele Piccinini, "Uno dei Mille"

Daniele Piccinini alla Calvarola di Trescore Balneario con Garibaldi, garibaldini e la sorella nell’anno 1862.

Primi anni e formazione


Nato a Pradalunga in provincia di Bergamo in una famiglia benestante legata alla produzione ed al commercio di pietre coti e battezzato come Daniele Maria Giuseppe Piccinini, venne introdotto agli studi in istituti della città di Bergamo, per poi concluderli nella città di Pavia. Il suo iter didattico venne interrotto dai moti del 1848, ai quali partecipò come volontario sia a Milano che a Bergamo.Il suo animo patriottico lo portò ad arruolarsi tra i Cacciatori delle Alpi nel 1859, venendo assegnato alla quinta compagnia del secondo reggimento, con la quale partecipò alle battaglie di Varese e di Treponti, ottenendo prima una promozione a caporale e poi a sergente. L’anno successivo si arruolò con i concittadini Gabriele Camozzi, Francesco Nullo e Francesco Cucchi nella spedizione dei mille.

Imprenditore in famiglia


Piccinini non ancora ventenne viene associato dal padre Vincenzo nella ditta di famiglia produttrice di pietre coti. Dopo la morte del padre l’anno 1864 è socio firmatario della Fraterna Piccinini, la ditta che condivide con i fratelli Cesare e Ferdinando. Dopo la sua morte 1889, l’anno 1891 la fraterna si scioglie e i fratelli continueranno in ditte separate l’attività.

Con i Mille


Sbarcato in Sicilia, restò sempre a fianco di Giuseppe Garibaldi. Tanto vicino che in un’occasione in cui il condottiero rischiava di essere colpito da pietre lanciate dal nemico, il Piccinini gli si lanciò davanti quasi a parare i colpi e, aprendo il suo impermeabile per coprire la sgargiante camicia rossa del generale, lo redarguì dicendo che a lui non andava bene farsi uccidere come un soldato qualunque. Da quel momento Giuseppe Garibaldi non si scordò più di quel ragazzo bergamasco, tanto da volerlo al suo fianco nelle successive battaglie e da conferirgli personalmente il ruolo di tenente. Il 13 giugno fu nominato capitano ed assegnato al V° battaglione, II° reggimento, II^ brigata, 15ª divisione, mentre il 20 luglio venne anche incaricato a presiedere una commissione straordinaria volta a reprimere reati ed intemperanze nelle zone appena conquistate. Gli eventi gli fruttarono una Medaglia d’argento, assegnatagli con Regio decreto il 12 giugno 1861. Congedatosi, mantenne vivi i contatti con gli ambienti patriottici, incontrando Garibaldi presso Trescore Balneario (come riportato sul quadro di Alberto Maironi ritratto in copertina) al fine di pianificare successive missioni, tra cui quelle volte a liberare il Trentino e la città di Roma. Seguì l’eroe dei due mondi nella battaglia d’Aspromonte del 1862, combattendo con il ruolo di capitano. Qui, prima di essere catturato dai bersaglieri, ruppe la propria spada pur di non consegnarla al nemico.

Terza guerra d’Indipendenza


Deluso dalle istituzioni, giurò che non avrebbe mai più portato una spada, tant’è che combatté la terza guerra d’indipendenza da soldato semplice nel 1º Reggimento Volontari comandato dal colonnello Federico Salomone del Corpo Volontari Italiani, segnalandosi nuovamente nella Battaglia di Lodrone e meritandosi una seconda medaglia d’argento al valor militare. Al termine dei combattimenti si ritirò nella tranquillità delle sue valli, trascorrendo parte del suo tempo in battute di caccia ed in escursioni.

Gli ultimi anni


Nel corso dell’anno 1889 intraprese una spedizione verso la Sicilia e la Calabria al fine di verificare di persona i miglioramenti che queste zone avevano avuto dopo la spedizione che lo aveva visto protagonista. Tuttavia trovò la morte presso la località abruzzese di Tagliacozzo, dove si era trattenuto al fine di compiere alcune battute di caccia ed escursioni sul Gran Sasso, per via di un colpo accidentale partito dalla sua stessa pistola: morì dopo cinque giorni di agonia, il 9 agosto 1889. L’anno successivo la sua salma fu trasferita presso il suo paese natale, dove venne tumulata nella tomba di famiglia con l’epigrafe “Daniele Piccinini, uno dei mille”.
Foto ufficiale di Daniele Piccinini fornita per l’album dei mille di Alessandro Pavia, fotografo attivo sino al 1879 l’originale album nell’edizione dell’Istituto per la storia del risorgimento italiano stampato da Cangemi e Roma l’anno 2004.
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